In cerca di casa!

agosto 10th, 2012

Un problema di molti. Drammatico  per la popolazione immigrata.

Come alleviare il disagio  di chi non riesce più a sostenere le spese per la casa o a rischio di perderla o è già sulla strada? E come farlo in una situazione di crisi economica ormai entrata in fase acutissima e generalizzata?

Segnalaci le situazioni più gravi del tuo territorio… usando il modulo in fondo alla pagina, grazie!

Potremmo costruire un quadro di luoghi e persone più acutamente colpite dalla mancanza di un alloggio decente (in tempo reale e non in attesa dei dati  ufficiali) e questo  potrebbe forse aiutarci a trovare canali e modalità per:

  • sollecitare singoli proprietari ad una maggiore solidarietà,
  • stimolare  autorità pubbliche ad uno sforzo “creativo” che consenta di individuare spazi abitativi non utilizzati: scuole, case cantoniere, case coloniche e quanto altro oggi in disuso, che con poco (magari in auto recupero), potrebbe dare risposta ai moltissimi nuovi  cittadini in difficoltà e non soltanto…

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Si potrebbe in questo modo dare un contributo alla soluzione del problema abitativo che ha  assunto per moltissime famiglie immigrate (ma non soltanto) il carattere di vera e propria emergenza.

Se da sempre è del tutto inadeguata tanto l’offerta di alloggi sociali,quanto soprattutto di abitazioni  in affitto a canoni accessibili  per i redditi più bassi (e ripetiamo non dei soli immigrati)  l’aggravarsi della crisi economica,con fortissime perdite di lavoro e conseguenti sfratti per morosità, ha creato per una parte significativa della popolazione immigrata una situazione drammatica che non riguarda solo “l’abitare” ma il rischio concreto di espulsione dall’Italia.

Una volta perso il posto di lavoro, l’immigrato si trova infatti in strada (a volte con l’intera famiglia) privo di permesso di soggiorno e con la grande incertezza di potere restare nei percorsi di reinserimento sociale e occupazionale. Si moltiplica così-soprattutto nelle periferie delle grandi città- il numero di baracche (a volte vere e proprie baraccopoli), dove non trovano rifugio solo i rom, ma tantissimi immigrati di differente provenienza,che scivolano progressivamente verso la precarietà economica ed abitativa.

Come escludere dai doveri di solidarietà economica e sociale, quello di farsi carico dei problemi del disagio abitativo di tanta parte della popolazione?Come non consentire loro concretamente una possibilità di accesso all’alloggio o quantomeno una collocazione abitativa decente, temporanea o di emergenza?