La migrazione ai tempi del coronavirus

Sarebbe un grave errore non porsi l’interrogativo dell’impatto di questa epidemia sui flussi migratori e
non distinguere quanto avviene sulle due rotte principali: quella del Mediterraneo Orientale e
quelle del Mediterraneo Centrale. Già alla fine di febbraio Il Presidente turco Erdogan aveva annunciato
l’apertura dei confini tra la Grecia e la Turchia, negli stessi giorni in cui in Italia scoppiava l’epidemia del
coronavirus. Sulla Rotta Orientale, diventata Rotta Balcanica, la tensione si era alzata, facendo confluire
sul confine, lungo 200km, circa 30mila persone, di cui pochissime riescono a passare le frontiere ormai
chiuse di paesi confinanti.
Ad oggi le persone sono rimaste lì in condizioni indicibili, mentre al confine opposto c’è un altro milione di
profughi che scappa da Idlib, in Siria, per entrare in Turchia, la quale (non dimentichiamolo, dopo l’accordo
tra Ankara a Bruxelles del 2016, ospita già 3,6 milioni di rifugiati siriani. La frontiera importante resta
comunque quella via mare: nelle isole del mar Egeo sono ammassate 40mila persone ma i campi sono stati
costruiti per contenerne 7mila. In queste condizioni e nella situazione in cui si trovano i campi come sarebbe
possibile gestire una emergenza sanitaria? Va anche considerato che in Grecia nel corso del 2019 sono
sbarcate 13 mila persone e nel marzo 2020 altre 2.500. Diversamente vanno le cose sulla Rotta del
Mediterraneo Centrale.
Cosa sta succedendo invece sulla Rotta del Mediterraneo Centrale? Dal marzo di quest’anno gli sbarchi
sono crollati dell’80% rispetto ai primi due mesi dell'anno. Chi può posticipare di qualche mese il viaggio
lo fa. Questo non vale tuttavia per la Libia, da dove solo a cavallo tra febbraio/marzo sono partite più di
1500 persone che o sono riuscite a raggiungere Malta oppure sono state riportate indietro. Insomma c’è
chi guarda verso l’Italia, ha paura e ritarda la partenza e chi invece sta in Libia e, viste le condizioni,
non può evitare di provare a partire.
Pare ovvio affermare che fa più paura il coronavirus che la chiusura dei porti. In ogni modo l’emergenza
sanitaria ha avuto un impatto grandissimo su tutte le Rotte.
E che cosa succederà quando finirà l’emergenza? Secondo molti esperti molto dipenderà da quando
finirà. Se dovesse finire in estate, abbiamo imparato che in quella stagione le partenze si intensificano.
Se dovesse finire il prossimo inverno è invece probabile cha a partire saranno meno persone.
«Il virus», dice Matteo Villa, ricercatore Ispi, «è sbarcato in Europa e i riflettori sulle nostre frontiere e sui
problemi di prima sembrano essersi spenti. Ma i migranti non sono mai scomparsi”. E’ mai possibile che
la drammatica situazione di tanti esseri umani non ci tocchi minimamente, tanto da non parlarne proprio?

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News

Chiusura di fine anno

- 22 dicembre, 2016

 Si informa che per le festività di fine anno, l’ufficio di Todi resterà chiuso dal 23-al 30 dicembre, mentre quello di Napoli chiuderà i giorni 28 e 29 dicembre.   

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In partenza il progetto I&I

- 14 dicembre, 2016

Si informano i membri dello staff che è formalmente avviato il progetto Fami trasnazionale denominato “Immigrati ed Integrazione. Per tanti solo un miraggio?”. Come inteso nella precedente riunione, si prega comunicare l’accordo sul logo prescelto.

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Avvio del progetto I & I

- 28 novembre, 2016

E’ convocata per venerdì 2 dicembre alle ore 10.30 presso la sede di Todi la riunione di avvio del progetto transnazionale FAMI di Scambio di Buone Pratiche, Immigrants & Integration. Si prega l’intero staff di essere presente data l’importanza della questione da trattare.

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Stato d’avanzamento del progetto Lo Snodo

- 25 novembre, 2016

Superato lo “Snodo” faticoso degli incontri preparatori e delle autorizzazioni, finalmente il 21 novembre 2016 è stato avviato il cantiere per la rifunzionalizzazione di una struttura  che dovrà essere il Centro di informazione di turisti e visitatori del Parco del Vesuvio.  Cfr. Pagina del progetto

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Manifestazione d’interesse Urbact

- 11 novembre, 2016

Si informano le associazioni coinvolte che martedì  22 novembre si terrà presso la sede di Napoli (Vico San Nicola a Nilo, 4), alle ore 10.00, un incontro per una prima riflessione sulla partecipazione alla manifestazione di interesse ad Urbact – Comune di Napoli.

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Partecipazione ad Umbria libri

- 11 ottobre, 2016

Se sollecita lo staff ad essere presente al completo alla riunione per la definizione delle modalità di partecipazione di Alisei Pubblicazioni ad Umbria libri 2016.

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Certificazione di qualità

- 26 settembre, 2016

Si ricorda che la visita annuale della certificazione di qualità è confermata per giovedì 29 settembre a partire dalle h.9.30. Chi dovesse ancora inviare note e documentazioni è pregato di farlo con urgenza indirizzando a segreteria@aliseicoop.it

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Terremoto e seconde case

- 12 settembre, 2016

E’ prevista per lunedì 19 settembre una riunione di staff per un primo approfondimento  della  ipotesi formulata  per un eventuale autorecupero delle seconde case lesionate dal terremoto in Centro Italia. La riunione si terrà a Todi, Località alle Barche a partire dalle 10,30.

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