Ri-credo (pagina 2)

UN PERCORSO CONTRO LA GHETTIZZAZIONE URBANA

1. Si tratta di un Progetto FEI (Programma 2012) costruito su tre fattori:forte presenza di immigrati nel Capoluogo campano ed in alcuni Comuni limitrofi, loro isolamento se non proprio ghettizzazione nei quartieri di residenza,degrado ambientale associato a scarsa cura ed uso improprio degli spazi comuni.

La presenza immigrata in Campania si attesta sulle 194.000 unità, di cui il 58% risiede nella città di Napoli e nel territorio metropolitano circonvicino. Tutte queste (alcune collocate nei centri storici, altre in quartieri periferici),sono caratterizzate al contempo da forte marginalità della popolazione straniera e forte degrado urbano. Tuttavia in tali aree è emersa di fatto una nuova forma di quartiere per un verso multiculturale, ma per un altro separato dalla città, quasi si trattasse di un ghetto o di un’enclave etnica. In anni recenti in molte di queste aree si è sviluppato un fenomeno di “rivitalizzazione”, caratterizzato dalla crescita di botteghe etniche (ristorazione, vendita di prodotti alimentari di generi diversi, call-center, servizi di trasferimento di denaro, ecc),i cui clienti restano sostanzialmente gli stessi immigrati, perché di fatto non è cresciuta o migliorata la convivenza con la popolazione autoctona. Di fatto,però, esiste un fattore sul quale si potrebbe agire (proprio ai fini del riconoscimento di tali nuovi segmenti di popolazione) ed  è la stessa visibilità degli immigrati,la loro occupazione fisica di spazi pubblici, il loro uso  “più intensivo” di questi spazi.I chioschi nelle piazze ed i bar sono punti di incontro molto frequentati dagli uomini immigrati, mentre nelle piazze vi è spesso una forte presenza di donne immigrate che vi si riuniscono con i loro bambini, in mancanza di campi da gioco o di spazi aperti utilizzabili per l’incontro e la socializzazione. In sostanza, i residenti autoctoni prendono atto della esistenza degli immigrati nel proprio territorio proprio in ragione della loro presenza in strada e per questo la strada (intesa nell’accezione più ampia di spazio pubblico aperto a tutti),può  diventare luogo di incontro, di conoscenza, di interazione. In altri termini la “visibilità” può far scattare lo stimolo all’incontro tra residenti e spingerli ad una comune ricerca di spazi da condividere e utilizzare collettivamente dopo una riqualificazione da loro stessi promossa ed attivata. Gli spazi riqualificati potrebbero diventare i luoghi attraverso i quali esprimere un’appartenenza al quartiere e prendere forma la cittadinanza come “diritto alla città” da parte di tutti, indipendentemente dallo status giuridico.

2.Il Progetto parte dunque dal dato ormai acquisito che gli spazi pubblici urbani ricoprano un ruolo di fondamentale importanza nella creazione di relazioni interculturali e socialmente inclusive e dal fatto che la città risulta essere una destinazione chiave per la maggior parte dei migranti e di conseguenza uno spazio vitale di interazione e di effettiva convivenza. Da questi assunti scaturisce l’obiettivo strategico del Progetto che mira a stimolare iniziative di partecipazione dal basso per il recupero di spazi degradati e la loro riqualificazione ai fini di un utilizzo collettivo che sia occasione di condivisione attraverso responsabilizzazione e protagonismo Dal comune impegno di immigrati ed italiani a riqualificare spazi fruibili collettivamente possono infatti prendere forma il senso di appartenenza e la cittadinanza. Tre sono gli obiettivi specifici del Progetto. Il primo intende stimolare la creazione di gruppi di soggetti attivi(immigrati ed italiani )impegnati a riqualificare spazi di vita comuni e/o migliorare servizi di uso pubblico, partendo dall’utilizzo di risorse locali. Il secondo mira a ristabilire regole di convivenza per una corretta fruizione e gestione degli spazi riqualificati, diventati luoghi “identitari” del quartiere. Il terzo punta a coinvolgere i gruppi attivati in percorsi di “educazione ambientale” per una corretta gestione del territorio e la diffusione della  Buona Prassi attivata.

3.Il Progetto è rivolto ai cittadini dei Paesi Terzi regolarmente soggiornanti sul territorio dei comuni di Napoli, Pozzuoli e Qualiano, dove si concentrano importanti segmenti di popolazione immigrata (rispettivamente 29.428 unità a Napoli; 1.768 a Pozzuoli; 607 a Qualiano) con progetti migratori di media/lunga durata, la cui fascia di età prevalente si colloca tra 30/45 anni.

La componente femminile supera mediamente il 52%. Quanto alla nazionalità di provenienza la comunità migrante più numerosa a Napoli è quella proveniente dall’Ucraina (22%), seguita dallo Sri Lanka (18,2%) e dalla Repubblica Popolare Cinese (8,3%); più numerosi sono i migranti dal Continente asiatico (il 35,98%); quelli dall’Africa e da sud/centro America sono rispettivamente il 10% e l’8,5%. Quanto a Pozzuoli, la comunità migrante più numerosa è quella proveniente dall’Ucraina (24,8%), seguita dalle Filippine (6,3%); la provenienza dai paesi africani si attesta intorno al 14%, quella dal sud e centro America a circa 14,31%. A Qualiano la comunità migrante più numerosa è quella proveniente dall’Ucraina (25%) seguita dalla Polonia (12%) e dalla Bulgaria (8,9%); gli immigrati africani sono il 58% e gli asiatici e sudamericani rispettivamente il 2,3% e 3,3%. Nello specifico, destinatari diretti del Progetto saranno segmenti di popolazione immigrata e di abitanti italiani di Municipalità e Comuni che vedranno il loro territorio riqualificato e correttamente vissuto.

4. Il Progetto, già avviato, prevede la concreta implementazione di attività di riqualificazione urbana da parte di gruppi di immigrati/italiani secondo il seguente percorso: a Napoli nella  Municipalità 2 si prevede di recuperare a giardino e spazio giochi la piazzetta San Gennaro (attualmente occupata solo da auto abbandonate o impropriamente parcheggiate),nonché di riutilizzare spazi individuati all’interno di un teatro in disuso sito nello stesso edificio della Municipalità in piazza Dante dove, dopo l’eliminazione dei rifiuti ed una risistemazione di massima, si prevede di realizzare un centro di equo-scambio solidale (mantenimento e cura dello spazio/mercatini di cibo, artigianato, abbigliamento);nella Municipalità 3 le zone individuate sono quelle di Rione Sanità (piazzetta San Vincenzo, via Penninata San Gennaro dei Poveri, Piazza Sanità, Piazza Cavour )per ripristinare o creare aiuole verdi e realizzare piccole strutture (tettoie, coperture fiorite, ecc) per la creazione di spazi di aggregazione; nella Municipalità 6 e  nella Municipalità 9,rispettivamente nei quartieri di San Giovanni a Teduccio e di Pianura, si creeranno, in accordo con l’ASIA, isole ecologiche semplificate per la raccolta differenziata;nella Municipalità 8 in via Galimberti nel quartiere di Scampia si prevede di intervenire in una area attualmente abbandonata e quasi inaccessibile a causa della folta vegetazione,riqualificandola a spazio giardino destinato al gioco ed alla socializzazione dei residenti;nel Comune di Qualiano in via Santa Maria delle Grazie si prevede la realizzazione di un campo di bocce in uno spazio adibito nel tempo a questo stesso uso ma lasciato in un totale abbandono, mentre in via Orazio si prevede di realizzare un mercatino multietnico di scambio di prodotti/alimenti tra residenti italiani ed immigrati ed in via Alcide De Gaspari, via Camaldoli, via Toscanini, via Vallefuoco saranno create o ripristinate aiuole verdi e piccole strutture per la creazione di spazi di aggregazione; infine nel Comune di Pozzuoli in via Licola Mare e via della Colmata saranno riqualificati, in aree già predisposte, campi da gioco di diverso tipo (basket,palla a volo,calcio) per rigenerare aree ricreative, migliorandone l’utilizzazione.

Dopo la riappropriazione degli spazi riqualificati,i gruppi costituiti (ma più generalmente i residenti complessivamente intesi) dovranno prendersene cura, mantenendoli e gestendoli con modalità sostenibili; per i componenti dei gruppi e dei residenti disponibili, si organizzeranno, a questo scopo  incontri di informazione/educazione sulla sostenibilità ambientale, il rispetto del territorio e laboratori sul riciclo e il riuso di materiali di scarto, in collaborazione con gli operatori dell’ASIA (Azienda Servizi Igiene Ambientale),puntando alla creazione di gruppi stabili di “educazione ambientale”, attivi nel diffondere pratiche di gestione e cura del territorio.

Il Progetto vede Aliseicoop, come Capofila, il LUPT della Federico II e la Comunità di Sant’Egidio come Partner. Collabora al Progetto ASIA e molti Comuni dell’area aderenti alla Rete di partenariato già costituita.

La Rete è comunque aperta e chi volesse farne parte può contattare info@aliseicoop.it

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